
La sabina tiberina e la conca reatina
Esplorazioni
La sabina tiberina e la conca reatina
L’itinerario ciclopedonale Attract messo a punto per il territorio reatino coinvolge quattro stazioni della Terni-Sulmona, la linea ferroviaria che mette in comunicazione le due trasversali Roma-Ancona e Roma-Sulmona-Pescara.
- Itinerario
- Spostamenti e distanze
Itinerario
L’itinerario si articola in due circuiti ad anello.
Il primo anello di visita, compreso tra le stazioni di Poggio Fidoni e Rieti, propone un percorso ciclopedonale di 10 km (dislivello di 200 m circa), che raggiunge il Santuario-convento di Fonte Colombo, uno dei quattro santuari che delimitano il cosiddetto Cammino di Francesco nella Valle Santa reatina; il sito Reate-Rieti sotterranea e il ponte romano sul fiume Velino, entrambi alle porte della città di Rieti.
Presso il Santuario di Fonte Colombo , il rapporto tra il culto e la presenza di acqua, così abbondante in questo territorio, è forte e ben visibile: la tradizione francescana narra infatti che lo stesso Francesco avrebbe dato il nome a questo santuario osservando alcune colombe abbeverarsi presso una fonte del bosco di lecci secolari, sulla costa del verdissimo monte Rainero. Sempre qui San Francesco scrisse la Regola bollata del suo Ordine.
Dal Santuario passa anche il Percorso della Valle Santa reatina, cioè uno dei due rami del Cammino di San Francesco che da Rieti – dove incontra anche il Cammino di San Benedett o – termina al Santuario di Greccio posto a 15 km dal Santuario stesso.
Anche la storia della città di Rieti è legata all’acqua e in particolare al fiume Velino. L’Avens flumen – così veniva chiamato dai romani – alimentava, infatti, una palude che invadeva a tempi alterni la conca in cui si è insediata la città. Questo fino al 1939, anno del completamento della bonifica della piana con la creazione di due dighe e dei due vasti laghi-serbatoi, il Salto e il Turano. La struttura sotterranea di Riet i si compone di un sistema di cunicoli e abitazioni quali elementi di sostegno del piano stradale della città antica. Tale sistema era necessario affinchè la via Salaria, l’antica via del sale, superasse il fiume Velino e raggiungesse la città evitando allagamenti ed impaludamenti lungo le strade allora soggette alle esondazioni del fiume. Una volta ricondotta sotto il dominio romano (268 a.C.), Reate, l’insediamento preromano, si dota di nuove infrastrutture, a partire dal ponte sul fiume Velino e il limitrofo viadotto.
Spostamenti e distanze
Il secondo anello di visita dell’itinerario Attract parte e arriva alle stazioni ferroviarie di Sorgenti del Peschiera e Castel Sant’Angelo.
Si tratta di un itinerario ciclopedonale pianeggiante lungo 6,5 km che si snoda per intero nella Piana di San Vittorino tra il comune di Castel Sant’Angelo, dove sono situate le terme moderne, e il comune di Cittaducale, in cui si trovano gli antichi impianti termali di Cotilia e la Chiesa di San Vittorino , nota ai più come la Chiesa che sprofonda.
Cutilia era il nome di uno dei due principali centri di potere del territorio reatino al tempo degli Aborigeni, mitico popolo dell’area appenninica centrale predecessore dei Sabini per influenza e dominio. In età imperiale, presso le Aquae Cutiliae venne realizzato un importante complesso termale sviluppato su terrazze (le antiche Terme di Cotilia o di Vespasiano, in parte ancora visibili) frequentato fino al IV secolo d.C. e successivamente adibito a luogo di sepoltura (V-VI sec. d.C.).
Alcuni elementi provenienti dalle terme vennero utilizzati per la costruzione della vicina Chiesa di San Vittorino. Secondo la tradizione, l’edificio venne realizzato nel luogo in cui Vittorino subì il martirio avvelenato dalle emissioni gassose di acido solfidrico provenienti da una vicina fonte. Ancora oggi, la piana è in effetti caratterizzata dalla presenza di molte sorgenti mineralizzate e sono frequenti fenomeni carsici come i sinkhole (sprofondamenti improvvisi del terreno). Per queste ragioni, l’edificio è parzialmente sprofondato nel terreno e il suo interno è allagato da una sorgente sotterranea che sgorga nel pavimento, con l’acqua che defluisce per mezzo del portale d’ingresso nella campagna circostante.